Si stima che, negli Stati Uniti, 35 milioni di uomini soffrano di calvizie maschile a schema o alopecia androgenetica. "Andro" si riferisce agli androgeni (testosterone, diidrotestosterone) la cui presenza causa la caduta dei capelli di origine ereditaria nell'uomo (MPHL, male-pattern hair loss). "Genetica" si riferisce al gene ereditario responsabile della MPHL. Negli uomini affetti da calvizie a schema, la perdita dei capelli può cominciare in qualunque momento dopo la pubertà, quando i livelli sanguigni di androgeni aumentano. Il primo cambiamento riguarda solitamente una recessione nelle zone temporali, la quale avviene nel 96 percento degli uomini adulti di razza caucasica, anche in coloro non destinati in futuro a una più estesa perdita di capelli.
Hamilton e in seguito Norwood hanno classificato i possibili schemi di calvizie maschile (vedi illustrazione sottostante). Sebbene la densità di capelli in ciascuno schema di calvizie tenda a diminuire con l'età, non è possibile prevedere quale schema di perdita si verificherà in un giovane uomo che manifesti i sintomi precoci del fenomeno. In generale, la calvizie sarà più grave in coloro che comincino a perdere i capelli nella seconda decade di vita. In alcuni uomini, il manifestarsi della calvizie a schema può tardare fino alla terza o quarta decade. Si considera in generale che i ventenni siano soggetti a un'incidenza della calvizie a schema del 20 per cento, i trentenni del 30 per cento, i quarantenni del 40 per cento, ecc. Avvalendosi di tali cifre è evidente come un uomo di 90 anni abbia una probabilità del 90 per cento di mostrare un certo grado di calvizie maschile a schema.
Hamilton è stato il primo a osservare che la presenza di androgeni (testosterone, diidrotestosterone) è necessaria affinché si manifesti la caduta dei capelli di origine genetica nell'uomo. Non è necessario che la quantità di androgeni presenti sia superiore alla norma perché si manifesti una calvizie maschile a schema. Se i livelli di androgeni sono normali ma è presente il gene responsabile della caduta di capelli, si manifesterà una calvizie a schema. La crescita dei peli ascellari e pubici dipende dal testosterone. La crescita della barba e la calvizie maschile a schema dipendono dal diidrotestosterone (DHT) Il testosterone viene convertito in DHT dall'enzima 5-reduttasi. Il Finasteride (Propecia®) agisce bloccando tale enzima e riducendo così i livelli di DHT. Le cellule sono dotate di recettori che legano gli androgeni e che sono principalmente affini al DHT, quindi al testosterone, agli estrogeni e al progesterone. Dopo essersi legato al recettore, il DHT penetra nella cellula e interagisce con il suo nucleo, alterando la produzione di proteine da parte del DNA in esso presente. Tale processo provoca l'arresto della crescita dei follicoli piliferi.
Il ciclo di crescita dei capelli ne risulta compromesso, in quanto la percentuale di capelli (anagen) e la durata della fase di crescita si riducono, incidendo così sulla lunghezza del capello. Un numero maggiore di capelli sono in stato di riposo "telogen", quindi maggiormente soggetti a cadere in seguito ai traumi quotidiani della pettinatura e del lavaggio. Il fusto capillare nella calvizie maschile a schema si miniaturizza progressivamente (vedi la figura miniaturizzazione del follicolo capillare), divenendo nel tempo più piccoli per diametro e lunghezza. Nei soggetti con calvizie maschile a schema, tutti i capelli dell'area colpita possono (anche se non necessariamente) essere affetti da tale processo, che giunge, nel tempo, alla parte coperta di peli sottili (vello). La produzione di pigmento (colore) viene anch'essa interrotta con la miniaturizzazione, quindi il capello diviene più chiaro. Il colore chiaro e il minore spessore dei capelli conferisce alla zona un aspetto meno folto. Col tempo, nelle parti coinvolte i follicoli dell'uomo possono scomparire del tutto. La calvizie maschile a schema è una patologia ereditaria il cui gene può provenire sia dal padre che dalla madre. Esiste una credenza diffusa secondo la quale la linea ereditaria si trasmetterebbe solo nel ramo materno, ma ciò non corrisponde a verità.
In conclusione, la perdita di capelli nell'uomo (alopecia androgenetica) è una condizione ereditaria che si manifesta quando gli androgeni siano presenti a livelli normali. Il gene può essere ereditato sia dal padre che dalla madre. Inizio, velocità di sviluppo e gravità della perdita di capelli non sono prevedibili. L'estensione aumenta nel tempo e, se non ci si sottopone a un trattamento adeguato, è progressiva e inesorabile.
La caduta dei capelli si verifica nell'uomo principalmente nella tarda adolescenza e tra i 40 e i 50 anni, secondo schemi generalmente riconoscibili di calvizie maschile, conosciuta con il nome di alopecia androgenetica. Gli uomini con predisposizione genetica alla calvizie possono prevedere la perdita dei capelli quando i parenti maschi manifestino uno schema riconducibile a tale patologia.
Scala Norwood-Hamilton di calvizie maschile a schema

Altri articoli sull'argomento calvizie maschile
· Cosa c'è da sapere sulla calvizie maschile a schema?










